Fototermico: l’evoluzione del fotovoltaico

Da anni ormai assistiamo alla rivoluzione energetica messa in atto dai pannelli fotovoltaici che hanno delineato un futuro ormai divenuto presente e realtà quotidiana: quello della produzione energetica senza impatti ambientali è ormai una realtà consolidata.

Abbiamo quindi raggiunto la tecnologia definitiva nella produzione di energia rinnovabile?
E’ possibile rendere ancora più efficiente l’uso dei pannelli solari?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo prima comprendere il funzionamento di un pannello fotovoltaico tradizionale e chiarire cosa sia “l’effetto fotovoltaico“.
In fisica, per effetto fotovoltaico s’intende quel fenomeno per il quale un elettrone presente nella banda di valenza, assorbendo un fotone passa alla banda di conduzione, ovvero l’elettrone colpito da un raggio di luce viene eccitato e inizia a muoversi producendo corrente elettrica.
Quindi un impianto fotovoltaico è composto da pannelli fotovoltaici che grazie alle celle in silicio trasformano l’energia solare in elettricità e un inverter, ovvero un dispositivo in grado di trasformare la corrente continua prodotta dalle celle a corrente alternata, utile per far funzionare i nostri elettrodomestici.

Sfruttando le caratteristiche del pannello fotovoltaico, nasce il pannello fototermico.
Il fototermico è l’evoluzione del pannello fotovoltaico perché è in grado di generare energia e acqua calda contemporaneamente con un ulteriore beneficio: essendo composto da una serpentina per la gestione dell’acqua, la temperatura d’esercizio delle celle viene abbassata, rendendo così più efficiente la produzione di energia elettrica di un 20% rispetto ad un tradizionale pannello fotovoltaico contribuendo ad allungare la vita del pannello stesso.