Global warming: il riscaldamento globale è qui

Uno studio della NASA mostra il mutamento della temperatura globale mettendo in rapporto la temperatura media registrata dal 1951 al 1980 rispetto ad un periodo di 136 anni, ovvero dal 1884 al 2016.

Quello che ne emerge è che vi sono 17 anni che vengono registrati come i più caldi tra i 136 analizzati, ma la cosa interessante è che 16 di questi riguardano gli ultimi anni a partire dal 2001: il 2016 vanta il record vergognoso di essere l’anno più caldo mai registrato tra quelli presi in esame.

 

L’animazione visualizzabile su https://climate.nasa.gov/vital-signs/global-temperature/ mostra come dal 1980 in poi, le aree che più hanno contribuito all’aumento della temperatura, riguardano le zone più industrializzate della nostra Madre Terra: Europa, Stati Uniti, Russia e Cina sono i protagonisti dell’aumento della temperatura media globale.

NASA – Anomalie nelle temperature globali

Dal grafico, si possono notare alcuni punti particolari che coincidono con importanti fatti storici:

  • Nell’ultimo decennio del 1800, assistiamo alla seconda rivoluzione industriale: da qui inizierà il percorso di variazione della temperatura globale terrestre;
  • la prima impennata corrisponde al periodo della Seconda Guerra mondiale ( 1939 – 1945 ), infatti successivamente al 1945 il grafico decresce leggermente, mostrando una tendenza a tornare a valori medi di temperatura globale;
  • attorno al 1975 inizia un pericoloso aumento della temperatura, destinato ad aumentare costantemente, in questo periodo assistiamo alla riforma economica cinese;
  • il 1991 mostra un momento di stabilità, infatti ciò corrisponde alla fine della storica guerra fredda tra Stati Uniti e Russia;
  • Dal 1994 in poi la crescita diventa pericolosamente costante;

E’ chiaro come l’economia, industria e lo stile di vita hanno avuto un’influenza tragica nell’aumento della temperatura globale terrestre e tutto ciò ha un impatto significativo nelle nostre comunità, la nostra salute e il nostro clima.
Per far fronte a questa emergenza, dobbiamo ridurre significativamente le nostre emissioni di CO2.

 

 
 

La buona notizia è che le tecnologie e le soluzioni pratiche per realizzare ciò, esistono.

  • Energie rinnovabili: sono la chiave per rinnovare il nostro sistema di produzione energetica e di conseguenza di utilizzo consapevole dell’energia che ognuno consuma quotidianamente;
  • Aumentare l’efficienza dei veicoli di trasporto: considerando i motori ancora in voga, attendendo l’avvento definitivo dei veicoli elettrici, c’è la necessità di lavorare nell’efficienza di consumo del carburante: un processo che è già in atto con l’inserimento dei motori ibridi in commercio
  • Imporre limiti di emissione lavorando dal punto di vista legislativo
  • Costruire un’economia basata sull’energia pulita puntando sull’efficienza energetica sia dal punto di vista industriale che privato, promuovendo uno stile di vita che riduca i consumi
  • Ridurre in maniera decisa la deforestazione e promuovere la riforestazione: la riduzione delle foreste sono la seconda causa principale del cosiddetto “Global warming” dopo la questione energetica. Promuovendo la riforestazione, aiutiamo a ripristinare il ciclo di assorbimento della CO2